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Carte briscola piacentine

Carte briscola piacentine

Bestia gioco Bestia a 4 carte Calabresella Carte da gioco italiane Petrangola. Anche i seguenti wiki usano questo file: Usato nelle seguenti pagine di cs. Spielkarte Usato nelle seguenti pagine di eml. Spanish playing cards Briscola Usato nelle seguenti pagine di en. CensoredScribe Usato nelle seguenti pagine di fr. Jeu de cartes italien. Estratto da " https: Menu di navigazione Strumenti personali Accesso non effettuato discussioni contributi registrati entra.

Namespace File Discussione. Strumenti Puntano qui Pagine speciali Informazioni pagina. In altre lingue. Esempi di carte toscane: Le trentine sono carte in stile italiano. Il mazzo è composto da 40 o 52 carte; le "figure" o "carte vestite" sono intere, di disegno arcaico, con soli cinque colori privi di sfumature bianco, nero, blu, giallo, rosso. Il valore delle carte dal 2 al 7 è riportato negli angoli. Il mazzo è riconoscibile per via dei re tutti e quattro assisi in trono.

Spicca quello di denari col bollo d'imposta fra le gambe. Le carte trevisane, veneziane o venete sono diffuse in tutto il Veneto e in tutto il Friuli e sono a semi italiani. Il bollo d'imposta, quando necessario, era inserito sul re di bastoni dove oggi è presente il riferimento alla città di Treviso oppure sull'asso di denari. Originariamente le carte di corte erano a figura intera, ma progressivamente, nel XIX secolo, divennero a due teste. I mazzi attuali possono contare sia 52 che 40 carte ed il valore numerico di ogni carta è indicato in alto a sinistra e, capovolto, in basso a destra. Talvolta la confezione include anche due matte.

Originariamente i motti riportati sugli assi, variavano a seconda dello stampatore. I motti attuali si affermarono nel XIX secolo e, con minime variazioni di edizione, sono:. Il fante di spade è diverso dagli altri essendo barbuto, inoltre regge una testa mozzata con la mano sinistra ed è chiamato comunemente pampalugo mamalùc in friulano o vecia vecchia. Questo fante ha un ruolo importante in alcuni giochi in cui il giocatore cui rimane in mano alla fine della partita, perde. In alcune zone tutti i fanti sono detti vecie e in particolare quello di spade è detto vecia scapelada vecchia senza cappello.

I denari sono gialli e azzurri e decorati in modo molto delicato. Di questo seme noto anche come ori , il sette e il dieci assumono, come anche in altre regioni, l'appellativo belo bello. Assieme alle bolognesi sono le carte più lunghe d'Italia: Il mazzo è da 40 carte e presenta figure a due teste. Le carte numerali sono indicizzate dall'1 al 7 mentre le figure sono indicizzate con l'11, il 12 ed il Sulle barre orizzontali che dividono le figure in due metà, appaiono i nomi delle figure, e la numerazione delle figure stesse fa ricordare che, probabilmente, in antichità il mazzo era completato dagli 8, dai 9 e dai 10 numerali la versione a 52 carte era prodotta dalla ditta Edoardo Pignalosa di Napoli ed una analoga, di produzione Modiano, fu distribuita nel dal quotidiano triestino Il Piccolo.

Una particolarità è che sugli assi sono presenti i motti: Le carte triestine sono diffuse non solo a Trieste, ma anche in Bisiacaria , in parte della Slovenia, e nelle località della costa istriana, non solo tra i cittadini della minoranza italiana. Oggi non più in uso e proprie della Puglia. Questo mazzo comprendeva 40 carte ed era in stile spagnolo.

Era pressoché identico al napoletano, fatta eccezione per il cinque di spade, sul quale non apparivano disegni in nero, e le figure più tozze. Le nuoresi sono carte a seme francese, con figura doppia divisa orizzontalmente. Non sono ormai più fabbricate da alcun produttore e sono state sostituite dalle molto simili carte genovesi. Oggi non più in uso e diffuse soprattutto in Italia centrale [7] , erano a seme italiano. Nonostante la produzione e il consumo di carte da gioco romane nel Cinque-Seicento siano stati ingenti addirittura tra i maggiori a livello internazionale , oggi ne restano solo pochi esemplari: Inoltre, qui, i fanti, i cavalli e i re erano rispettivamente sostituiti da legionari, centurioni e imperatori.

Per il resto era un normale mazzo da 40 carte in stile spagnolo. Proprie della città di Udine e oggi estinte, queste carte presentavano caratteristiche delle carte trevisane e triestine. Il mazzo di 52 carte, a doppia figura, prive sia di indici numerici sia di fasce coi nomi delle figure, era riconoscibile per la forma peculiare delle coppe, munite di appendici triangolari nere e per lo stemma di Udine sul re di bastoni. L'asso di coppe portava il motto: L'asso di denari, destinato ad accogliere il bollo d'imposta, era privo di motto.

Estinte e diffuse soprattutto in Italia meridionale, erano un ibrido tra le piacentine e le romagnole, con le quali spesso venivano confuse; queste carte misuravano 45mm per 90mm. La similitudine con le piacentine era evidente soprattutto per l'asso di denari raffigurante un'aquila, mentre quella con le romagnole era evidente per via dei cavalli rampanti e i cavalieri senza staffe. Come la maggior parte delle carte italiane in stile spagnolo, queste avevano bastoni e spade disposte in modo simmetrico, fatta eccezione per il tre di bastoni. Comunque, il mazzo, composto da 40 carte, era riconoscibile per via di un grappolo d'uva rappresentato sul quattro di denari a volte sostituito da una lupa coi gemelli , simbolo di Roma e un leone rappresentato sul quattro di coppe.

I re di denari e coppe avevano in mano scettri al posto delle tradizionali asce, l'asso di coppe aveva una base tonda anziché esagonale, le spade erano lamellate anziché dritte e i colori dei bastoni non erano tre come nelle carte romagnole , ma due. Nel primo Regno di Sardegna la tassa sulle carte da gioco si riscuoteva mediante l'apposizione di un bollo sulle carte medesime. All'atto della proclamazione del Regno esistevano, nei vari stati italiani, due sistemi diversi di tassazione. Il primo sistema consisteva nella somministrazione obbligatoria da parte dello Stato ai fabbricanti, e ad un prezzo superiore al costo, della carta filigranata necessaria per la fabbricazione delle carte da gioco.

Il secondo nell'obbligo di far bollare dal Governo una determinata carta del mazzo. Il primo sistema vigeva in Piemonte, nei Ducati, nelle Romagne e nell'Umbria. Il secondo in Lombardia, in Toscana e nel Regno di Napoli. La tassa sulle carte da gioco fu stabilita in lire 0,30 per ciascun mazzo di 52 carte o meno, e in lire 0,50 per quelli di più di 52 carte. La carta di ciascun mazzo su cui era apposto il bollo era: Costituiva contravvenzione il semplice possesso di mazzi di carte non bollate. Il motivo era da ricercarsi nel fatto che venivano commesse numerose frodi nel falsificare e contraffare il bollo.

Per ovviare a questa situazione la bollatura delle carte da gioco fu affidata all'Officina delle carte valori di Torino. Con R. Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Questa voce o sezione sull'argomento giochi da tavolo non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Questa sezione sull'argomento giochi è solo un abbozzo.

Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia. XXX n. Ronciglione del resto fu centro della produzione di carte da gioco per lo Stato pontificio dal al URL consultato il 14 marzo Altri progetti Wikiquote Wikimedia Commons. Portale Giochi da tavolo. Portale Italia. Estratto da " https: Carte da gioco Cultura dell'Italia. Categorie nascoste: Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive Senza fonti - giochi da tavolo Senza fonti - giugno Stub sezione - giochi Informazioni senza fonte Collegamento interprogetto a Wikiquote presente ma assente su Wikidata. Menu di navigazione Strumenti personali Accesso non effettuato discussioni contributi registrati entra.

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