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Simbolo uomo ragno

Simbolo uomo ragno

La simbologia negativa del ragno è attestata in ogni continente, sebbene risulti più radicata in Occidente e presso le popolazioni dei deserti. Deriva, con ogni probabilità, dalla paura atavica e dunque preistorica dell'uomo nei confronti di tale creatura. La consapevolezza che il suo morso - oltre ad essere spesso particolarmente doloroso - è anche in più di un caso velenoso se non mortale , deve aver ingenerato ben presto un'associazione immediata e inconscia tra l'aspetto dell'animale predatore e le conseguenze del morso stesso.

A rendere più infido il ragno, devono inoltre aver contribuito la sua pazienza nell'attendere la preda, l'intelligenza dimostrata nelle varie tecniche di caccia dalla ragnatela alle buche nascoste, al mimetismo , l'agilità e velocità nei movimenti. Tutti fattori che aumentano la pericolosità in un eventuale incontro con l'uomo. Questa visione, inizialmente istintiva e psicologica, diviene poco a poco parte integrante dei vari aspetti della cultura presso i popoli che la condividono. Ecco allora che il ragno acquista una sua fisionomia e un suo ruolo nella mitologia e nella religione.

Molte popolazioni, ad esempio, prevedono rituali specifici per guarire dal veleno del ragno, oppure per placare o allontanare la creatura, vista in tal caso come una semi-divinità o una divinità vera e propria. S'inserisce in questo contesto il noto fenomeno del tarantismo. Col passare del tempo, anche in altri settori il ragno fa la sua comparsa, più o meno da protagonista, a partire da arte , letteratura e musica, fino alle attestazioni più recenti nel cinema e nella televisione.

Racconti, miti e leggende sui ragni giganti si inseriscono nel contesto più ampio del folklore legato ai mostri teriomorfi o zoomorfi affetti da gigantismo. Si tratta dunque, in generale, di aracnidi dalle fattezze simili o identiche a quelle di specie esistenti in natura ma dalle dimensioni abnormi. La paura atavica nei confronti dei ragni è dunque amplificata dalla loro smisurata e portentosa crescita.

Ne sono esempi le creature dei film Tarantola , La vendetta del ragno nero e Krull , Ungoliant e Shelob nelle opere di Tolkien , Aragog nella saga di Harry Potter , la vera forma di It nell'omonimo romanzo di Stephen King. Al gigantismo degli aracnidi corrisponde talvolta, secondo la specie di riferimento, quello delle ragnatele , trappole mortali o comunque ostacoli per gli stessi esseri umani. Storie riguardanti i ragni giganti sono attestate in Europa , Asia , Africa e Americhe. Una leggenda birmana , originatasi nella città di Pindaya il cui simbolo , pin-gu, significa ragno , narra invece di sette principesse che facevano il bagno nel lago Boutalake e si rifugiarono in una grotta perché sorprese da una tempesta ; qui furono imprigionate da un ragno gigante e poi liberate da un principe che aveva udito le loro suppliche e uccise il mostro.

Il mito, ripreso in numerose opere d'arte e letterarie, appare anche nella Divina Commedia dantesca:. Spesso per i suoi tratti caratteristici negativi reali o supposti , il ragno è in grado di evocare un'atmosfera lugubre e misteriosa con la sua sola presenza. In questo caso, dunque, non ha un valore morale o narrativo né è un vero e proprio personaggio, come avviene nei miti, nei racconti popolari e nelle fiabe ; è invece un semplice elemento scenografico. Per tale motivo, il ragno è un topos letterario e cinematografico molto usato, a volte in modo originale, altre in modo logoro e stereotipato. Nell' horror , ma non solo, è una presenza fissa in castelli , cripte , sotterranei e in genere luoghi abbandonati e in quanto tali ricoperti di ragnatele.

Tra i vari usi, particolarmente singolare è quello reinventato da Peter Jackson nel film Creature del cielo , dove un enorme ragno stilizzato di cui sono abbozzati il corpo arancione e quattro zampe compare sulla parete interna di un castello di sabbia , quasi fosse un trofeo. Anche uno dei maestri dell'horror, Stephen King , ha utilizzato questa creatura per "decorare" la sua casa vittoriana invernale nel Maine al 49 Florida Avenue a Bangor: Il ragno trickster è documentato solo in alcune regioni dell' Africa occidentale , dove riveste una certa importanza presso i popoli di lingua hausa , bantu , twi , vai e temme [8] , ed anche kwa per il popolo Agni.

Fra tutti, spiccano i racconti legati alla figura di Anansi , i cosiddetti Anansesem ovvero "storie dei ragni" o "parole del ragno" o "parole intorno al ragno" , e il mito Agni Il ragno, la ragazza e la ceiba. L'unica attestazione al di fuori dell'area africana è nel Nordamerica , presso la tribù degli Oglada Dakota. Il ragno, oltre che una simbologia sul piano fisico, ne ha anche su quello spirituale, legato cioè allo spirito umano, al mondo dell'aldilà o, più in generale, ai mondi che esistono parallelamente all' habitat dell'uomo sotterranei, cielo, inferi Nella cultura popolare dell' Europa occidentale ed orientale è diffusa la credenza che l'anima, durante il sonno , possa uscire e rientrare dalla bocca sotto forma di ragno.

Nella mitologia precolombiana è invece frequente il legame fra il ragno e la morte, non in senso negativo come di solito lo intende la cultura occidentale. Tale creatura, infatti, è vista come uno psicopompo, anche in modo indiretto. La popolazione dei chibcha , ad esempio, crede che i defunti attraversino il lago della morte su barche fatte di ragnatele.

Il ragno, dunque, da guida per l'aldilà, acquista la funzione di ponte o di porta, cioè di tramite fra mondi che, normalmente, non sono comunicanti fra loro. La ragnatela, in particolare, è nel folklore dell' America meridionale il mezzo per salire dal mondo inferiore al mondo superiore vedi La ragnatela come "oggetto magico". Un tema, dunque, strettamente connesso con il ragno totemico. Diverse fonti della mitologia norrena stabiliscono un'associazione fra il ragno e il dio malvagio Loki. Nella letteratura, la figura del ragno viene a volte assimilata a quella del freak , il mostro o fenomeno incompreso e temuto per il proprio aspetto, ma in realtà dolce e gentile, e spesso finché non si adira anche innocuo.

Tale rappresentazione, sconosciuta allo schema narrativo dei racconti popolari, è comunque - almeno in parte - un'evoluzione del ragno trickster presente anche in alcune fiabe. Un caso significativo di ragno freak è al centro di un racconto di Eugenio Montale. Qui il personaggio di Clizia - senhal usato dallo scrittore per Irma Brandeis - si fa ipnotizzare e regredisce ad una sua vita precedente. Durante l' ipnosi , qui molto simile a un sogno vero e proprio, la donna diviene un ragno nel cortile di Pitagora: Degli occhi, poi, due erano come appannati, un po' miopi di giorno, ma pure in questo Clizia vide una ragione che tendeva a darle una libertà anche maggiore: Tutte queste doti, tuttavia, non sono riconosciute, al suo risveglio, né dall'ipnotizzatore né dal pubblico che assiste all'esperimento sulla metempsicosi.

Il "salto" evolutivo" dallo stadio di ragno a quello di uomo è ritenuto non solo impossibile, ma perfino offensivo verso la "perfezione" dell'essere umano. Il ragno-Clizia è dunque una creatura incompresa, capace di grande sensibilità e amore per la vita, ma derisa come tutti i freak alla stregua di un Frankenstein o dei fenomeni da baraccone di Tod Browning. Oltre che in letteratura e al cinema, il ragno freak ha avuto fortuna nel mondo della musica e, in particolare, in alcuni testi di David Bowie specie nell'album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars e nella canzone Glass Spider e in Boris the Spider dei Who.

Nell'immagine della ragnatela, ci sarebbe dunque - presso molti popoli - una compresenza di archetipi: La ragnatela assume tuttavia anche significati più pragmatici seppure sempre legati alla perfetta architettura della sua realizzazione. Tra questi si ricorda la simbologia associata alla dialettica , basata sull'idea che le parole possano intrappolare l'interlocutore come il ragno la sua preda. La struttura ordinata della ragnatela richiama, presso alcuni popoli, quella altrettanto ordinata dell' universo inteso come Cosmo contrapposto al Caos.

Il ragno, di conseguenza, appare come l'architetto del mondo, mentre la sua opera la tela una metafora del creato. La ragnatela non sempre è connessa con l'idea di creazione , ma anche a quella di distruzione, anche in senso catartico. Un esempio è nelle credenze degli Hopi , secondo i quali la comparsa di una colossale ragnatela che ricoprirà ogni terra sarà uno dei nove segni della fine del mondo [10]: Il tessere del ragno, seguendo l'interpretazione del folklore data da vari antropologi , è strettamente legato all'idea del fuso , della vita che viene filata dalla nascita alla morte.

Nella mitologia norrena , la ragnatela è associata a Holda e alle Norne grossomodo le equivalenti delle Parche greche. Presso diversi popoli, inoltre, la Luna è spesso raffigurata come un enorme ragno; essa, infatti,. Spesso ritratta accanto a un telaio , si associa infatti al ragno che tesse la tela sotto il nome di Yxcanleom [11]. Anche in medicina , la metafora del ragno che tesse la tela è stata utilizzata per simboleggiare la vita, nello specifico la complessità del corpo umano.

Un qualche fondamento scientifico ha, infine, l'antico uso popolare di fasciare le ferite con le ragnatele per evitare infezioni. Video Correlati. Il principe del tennis: Ten Count: Marvel, War of the Realms: Articolo Precedente. Articolo Successivo. Valiant, Matt Kindt parla di Divinity: Dio c'è, è in Terra ed è comunista. Pubblicità Contatti Termini e condizioni di utilizzo. Invia a indirizzo e-mail Il tuo nome Il tuo indirizzo e-mail Annulla L'articolo non è stato pubblicato, controlla gli indirizzi e-mail!

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Ragno (immaginario) - Wikipedia

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